Gli speciali di C come magazine

C come olio – Speciale Giallo

di Luciano Pollastri

E tu di che zona sei?

L’olivicoltura è un settore importante dell’economia agricola abruzzese e condivide con la viticoltura l’interesse delle aziende volte sempre più a distinguersi per le produzioni di qualità e di tipicità. L’Abruzzo olivicolo si presenta come una scacchiera di luoghi, colori, e profumi, dove l’olivo rimane testimone dell’evoluzione del tempo e della vita di quelle popolazioni che hanno fatto, di questa pianta, storia e cultura.
Gli oli extravergini di oliva sono espressione di questo territorio abruzzese, e sono il frutto anche di una selezione, in parte operata dall’uomo ma anche molto frutto della natura, che ha contribuito ad affermare in ogni ambiente quelle varietà di olivo che, per caratteristiche comportamentali, sono riuscite ad adattarsi alle condizioni pedoclimatiche della zona, ottenendo migliori risultati produttivi e qualitativi.
L’olivicoltura abruzzese ha mostrato, negli ultimi anni, un progressivo e costante processo di miglioramento della qualità, grazie ad un più attento controllo dei processi produttivi ed alla valorizzazione di tutte quelle varietà locali alla base di una vera e riconosciuta “tipicità”. Queste pregevoli caratteristiche organolettiche, testimoniate da numerosi studi, sono frutto soprattutto di una base varietale caratterizzata dalla presenza di interessanti cultivar locali quali la Dritta, molto diffusa nella provincia di Pescara, la Gentile di Chieti presente nell’omonima zona, e di numerose altre varietà minori, tra le quali ci piace ricordare la Castiglionese e la Tortiglione, varietà entrambe teramane; la Toccolana, varietà indigena del comune di Tocco da Casauria; la Rustica e la Gentile dell’Aquila, tipiche varietà di olive dell’areale peligno.
Proprio per la sua origine (l’oliva) e per l’essenzialità e semplicità del processo di estrazione (frantoio), l’olio è ritenuto una vera e propria spremuta di frutta che esalta le differenti caratteristiche organolettiche delle componenti monovarietali. Alla degustazione, infatti, i nostri sensi percepiranno aromi e sapori originali e distinguibili, oscillando dal fruttato erbaceo al lieve sentore di frutta matura ed accompagnandosi a positive note di amaro e di piccante, che testimoniano la presenza di una buon contenuto di quelle componenti fenoliche così importanti in sede nutrizionale e salutistica. Gli oli cosiddetti monovarietali sono ancor più distinguibili, in sede gustativa ed olfattiva, e fortemente identificabili con la loro area di provenienza.

Area olivicola peligna
In particolare gli oli prodotti in tale areale, per lo più ottenuti da olivaggi delle varietà Rustica e Gentile dell’Aquila, si caratterizzano per avere un fruttato di media intensità, con note verdi, fresche accompagnate da leggeri e/o medi sentori di erba e pomodoro.
Le sensazioni gustative e retro olfattive presentano una leggera sensazione di amaro e una più intensa di piccante con avvolgenti note di pomodoro ed erba. Sono degli oli ben distinguibili per questi profili sensoriali fortemente caratterizzati.
Area olivicola vestina
Rappresenta la zona forse più famosa di produzione dell’olio extravergine regionale, annoverando al suo interno il famoso “triangolo d’oro” della olivicoltura abruzzese ovvero i comuni di Loreto Aprutino, Pianella e Moscufo. Regno incontrastato della varietà di olive “Dritta”, si produce un olio con note aromatiche di carciofo e di mandorla verde, giustamente piccante ed amaro in bocca. In questo areale spicca la produzione D.O.P. “Aprutino Pescarese” che, come prevista dal disciplinare di produzione, è ottenuta in gran parte dalla composizione varietale che vede la presenza prevalente di olive delle varietà Dritta e Leccino. Sempre ricompresa nel territorio tipico di produzione della DOP Aprutino Pescarese è anche l’olivicoltura del comune di Tocco Casauria, caratterizzata dalla presenza della varietà locale “Toccolana o Police”, pianta di particolare valore paesaggistico e dalle cui olive si estrae un olio particolarmente apprezzato per le note erbacee e sentori di pomodoro
Area olivicola teramana
Rappresenta la realtà olivicola più diversificata per la presenza numerosa di varietà di olivo sia strettamente locali come ad esempio la Castiglionese, la Tortiglione e la Carboncella, così come di introduzione tra le quali le più diffuse sono le piante di Leccino, Frantoio, Moraiolo, Maurino, Pendolino.
Da ciò discende anche una notevole differenziazione in termini di profumi e caratteristiche degli oli ottenuti, andando da oli leggeri e morbidi al palato con note di mandorla dolce, nel caso delle moliture di olive Leccino, fino a oli fruttati, verdi erbacei con note di mandorla fresca ed amara, tipici di olivaggi ricchi di Frantoio e Carboncella. Da queste stesse varietà nasce anche l’olio D.O.P “Pretuziano delle Colline Teramane” contraddistinto da note per lo più mandorlate, con piccante ed amaro spesso piacevolmente presenti proprio per il ricco contenuto di sostanze fenoliche apportate dalla presenza più o meno rilevante delle olive di Tortiglione.
Aree olivicole frentana e vastese
Insieme, vanno a costituire circa la metà dell’intera produzione olivicola ed olearia abruzzese, riconoscendo alle varietà locali Gentile di Chieti ed Intosso ed alle importate Leccino e Moraiolo il primato nella costituzione dell’olivaggio dell’area. La D.O.P. di riferimento per queste aree è denominata “Colline Teatine“ con le sue due sottozone “Frentana” e “Vastese”. Nella Frentana prevale la varietà Gentile di Chieti, alla quale si accompagnano il Leccino, l’Olivastro e l’Intosso; quella Vastese è caratterizzata dal Moraiolo e dal Leccino, e da una interessante presenza della varietà locale Nebbio. Parallelamente si evincono profumi e sapori diversi negli oli, con note erbacee più presenti nella Frentana ancorché sentori di erba tagliata intensi quando prevale l’Intosso. Nella zona vastese gli oli sono più mandorlati e generalmente più morbidi in bocca.

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