Archive | Approfondimento

Tags: ,

Ad Assergi Un parco per Amico, contro la celiachia

Posted on 16 gennaio 2012 by La redazione

 Si chiama “Un Parco per amico – alleanza terapeutica per la malattia celiaca” ed è un progetto di formazione rivolto a tutti gli operatori turistici: ristoratori, gestori di bar e di B&B del distretto “Terre della Baronia” del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Esso è parte del progetto della Regione Abruzzo “Tesori e Sapori dell’Abruzzo montano” ed è un’azione del POR-FESR “Valorizzazione dei territori di montagna”, che si realizza con il coordinamento scientifico della Dottoressa Nunzia Semperlotti, del reparto di Gastroenterologia dell’Ospedale Civile di Pescara.
L’obiettivo principale è l’addestramento degli operatori turistici nella preparazione e la manipolazione di alimenti privi di glutine affinché anche i malati di celiachia possano soggiornare nel Parco in piena sicurezza e trovarvi una varietà di alimenti consentiti, anche tra i prodotti tipici. Ulteriori obiettivi strategici del progetto riguardano la promozione turistica delle aree interne, l’implementazione della capacità di accoglienza e la valorizzazione delle eccellenze ambientali, culturali e alimentari nei più diversificati bacini di fruizione.
Nel concreto il progetto prenderà avvio domani, martedì 17, e proseguirà il 24 gennaio, con un corso a carattere teorico – pratico, presso la Scuola di Cucina del Parco, “Maestri del Gusto”, nell’ex monastero di San Colombo di Barisciano (AQ). La parte teorica è a cura del Servizio SIAN della ASL dell’Aquila, mentre la parte pratica e dimostrativa sarà tenuta dalla sezione regionale dell’AIC, Associazione Italiana Celiachia – sezione Abruzzo, e prevederà la presenza di uno chef specializzato che dimostrerà al vivo le modalità di impasto per l’ottenimento di diverse tipologie di alimenti. I ristoranti saranno seguiti dai tutor assegnati con cadenza semestrale, per eventuali aggiornamenti o revisione delle procedure.

Le attività del progetto si concluderanno in maggio con un convegno a Castel del Monte (AQ) e la consegna degli attestati di partecipazione. Vi sarà anche un momento conviviale grazie al coinvolgimento dell’Istituto Alberghiero dell’Aquila, i cui allievi prepareranno un buffet per i presenti a base di prodotti privi di glutine.

L’iniziativa si dimostra di grande importanza per l’Ente Parco, impegnato da sempre a migliorare l’accoglienza e la fruizione dei propri ambienti per tutte le categorie di visitatori, attraverso la valorizzazione e la messa in rete delle eccellenze locali, per farne un Parco davvero “amico”, latore di esperienze positive, di serenità e benessere a contatto con la natura incontaminata.

Comments (0)

Tags: , ,

Nato il progetto Sagittarius

Posted on 28 dicembre 2011 by La direttora

L’Unione dei Comuni del Sinello ha presentato stamane a Guilmi (Chieti) “Sagittarius”, progetto trasnazionale europeo per la valorizzazione dei territori e dei prodotti tipici locali e per il Turismo sostenibile. E’ parte integrante del Programma Sud-Est Europa del nuovo obiettivo 3 – Cooperazione Territoriale Europea per il periodo di programmazione 2007-2013 dei Fondi Strutturali.
L’Unione del Sinello (Carpineto Sinello, Carunchio, Casalanguida, Castiglione Messer Marino, Celenza sul Trigno, Guilmi, Montazzoli, Palmoli e Torrebruna) è uno dei due partner italiani del progetto, insieme alla la Comunità montana dell’Alto Basento (Basilicata). Della Bulgaria partecipano la Camera di commercio e industria e il Comune di Devin, mentre la Romania aderisce con l’Istituto nazionale per lo sviluppo del Turismo e l’Istituto nazionale per l’economia. Quindi, l’Istituto per lo sviluppo della Slovenia, il Károly Róbert College d’Ungheria, per chiudere con la Grecia che esprime l’Efxini Poli-Un, network di autorità locali della Grecia e soprattutto il partner leader, l’Università di Atene.
Vi sono, inoltre, una serie di Ipa partner e Osservatori. La loro collaborazione si basa sull’assunto che il consumo culturale sia un’attività basata sulla conoscenza: prodotti e servizi culturali sono vitali solo se in possesso di valori ampiamente riconosciuti.
“Sagittarius” ha l’obiettivo di migliorare il processo di integrazione territoriale, economica e sociale dei Paesi coinvolti e di contribuire alla coesione, alla stabilità e alla competitività dell’area attraverso lo sviluppo di partenariati transnazionali e azioni congiunte su questioni di importanza strategica. Un’azione al cui centro vi è il patrimonio materiale-immateriale, i beni mobili-immobili, valori spirituali che caratterizzano la complessità del patrimonio culturale di un’area, una regione, un territorio.
Proprio questa complessità è il valore aggiunto da capitalizzare con interazioni multilaterali che coniughino la politica, i settori pubblici privati e il terzo settore in attività locale-globale (il cosiddetto “glocal”) per la creazione di strategie e sinergie locali, nazionali e internazionali.
Il Progetto è volto a creare uno spazio di cooperazione per un mix di attività utile a realizzare pienamente il potenziale socio-economico della Cultura: mettere in pratica un sistema di gestione integrativo per classificare e valorizzare i beni naturali e gli artefatti, il patrimonio spirituale e tutta la sfera che concerne la cultura condividendo i propri valori a diverse tipologie di pubblico in tutta l’area del See.
Quest’attività transnazionale vuole favorire e stimolare la formazione di imprenditori culturali (del patrimonio culturale) in cui l’impegno di tutti i Partner è di coadiuvare una piattaforma di esperienza partecipativa tramite il trasferimento di strumenti avanzati tra differenti attori in un’azione pilota realizzata sulla base dell’inclusione sociale in cui le innovazioni saranno sì nei processi ma non solo.
All’incontro di stamane nella sala polivalente di Guilmi hanno partecipato Carlo Racciatti, sindaco di Guilmi, Antonio Colonna, presidente dell’Unione, Emilio Racciatti e Michela Roi, rispettivamente project manager e consulente esterna di “Sagittarius”. Fra gli ospiti politici i senatori Fabrizio Di Stefano e Giovanni Legnini e Daniele D’Amario, assessore provinciale di Chieti alle Attività produttive, accompagnato dal consigliere provinciale Tonino Marcello, in sostituzione del presidente Enrico Di Giuseppantonio, assente giustificato così come l’annunciata squadra della Giunta regionale, impegnata a L’Aquila per l’approvazione del bilancio regionale.
“Questa sfida si gioca sul ‘glocal’ che è la vera sfida del terzo millennio”, ha detto Di Stefano, ovvero la valorizzazione delle unicità culturali dei territori in risposta alla crisi economica e occupazionale a causa della sempre più massiccia delocalizzazione delle unità produttive, perché “in certe nazioni – ha ricordato il senatore pdl – si produce con costi più bassi. Quindi, solo sull’identità del territorio si può vincere la sfida, perché i beni culturali, architettonici, storici, archeologici sono unici, come la vostra ventricina, di cui uno dei produttori locali è proprio il Sindaco di Guilmi”, paese rinomato più degli altri per il celebre insaccato di maiale.
Carlo Racciatti ha, poi, parlato di “Sagittarius” come di “un progetto innovativo con soluzioni pionieristiche, che potrà aiutare questo territorio e non solo a reinventarsi per agganciare il futuro e la ripresa economica, grazie alla rete con gli altri partner, con i partner satelliti già noti e con tutti coloro che lo vorranno”.
Infatti, come partner satelliti sì può e si deve entrare nel progetto: questo è ciò che ha illustrato Michela Roi, che da Guilmi ha lanciato l’appello invitando tutti i soggetti privati e pubblici interessati e utili alla causa a entrare come partner satelliti “per ottimizzare la visibilità sul territorio del progetto”. La consulente italo-svizzera ha aggiunto che “la filosofia è quella di stimolare le sinergie transnazionali fra i vari territori che si affacciano al mare Adriatico per favorire la creazione di aree sostenibili, anche con altri soggetti che non sono partner però sono nell’area See”. Per patrimonio culturale s’intende anche “natura e il sapere e le tradizioni popolari enogastronomia compresa”, ha concluso la Roi che ha precisato che il progetto ha valenza iniziale biennale ma che “in realtà dovrà essere più ampia perché l’Ue invita a non farli poi morire. Una forma di risposta dei territori alla centralità delle metropoli”.
Uno sviluppo sostenibile “che deve favorire l’auto-imprenditorialità e l’imprenditorialità nel settore della Cultura, ricordando che l’Imprenditore di questo settore pensa in maniera globale e agisce sul locale”. Questo è stato il senso, invece, dell’intervento di Emilio Racciatti, che ha parlato di “pratiche partecipative e d’inclusione sociale, per dare potere alle comunità e ai giovani e collegare così il consumo culturale locale ai mercati internazionali. Un’alleanza che trova il suo massimo esempio nella Sagittarius ong, che avrà sede a Guilmi e che dovrà essere la “cassaforte”, per gli anni seguenti (fino al 2020) dei risultati e del ‘ know-how’ di ‘Sagittarius’”.
Colonna, che è anche sindaco di Carpineto Sinello, ha spiegato, invece, del perché, nel 2003, i comuni protagonisti hanno dato vita a questa Unione: “Per condividere una serie di servizi e ottimizzare costi e benefici”, sottolineando pure la collaborazione con alcuni comuni vicini del Molise. “La popolazione locale è abituata ad avere contatti con posti e paesi anche lontani, in virtù delle forte emigrazione che ha colpito questi luoghi – ha rivelato il Presidente dell’Unione – L’emigrazione si traduce anche in un fattore positivo e di sviluppo, in quanto osmosi con altre culture e civiltà, ma soprattutto come strumento di marketing per far conoscere questi posti e le loro peculiarità e ricchezze”.
All’incontro, come osservatore, ha partecipato anche Claudio Teseo, presidente dell’Associazione Abruzzesi in Romania.
Il senatore Legnini e i rappresentanti della Provincia, giunti a lavori iniziati, hanno salutato nel finire dei lavori gli ospiti, ribadendo sinteticamente alcuni concetti espressi al tavolo dei lavori, che si sono conclusi con un pranzo a base di piatti e prodotti tipici locali, come l’immancabile ventricina e altre prelibatezze che solo territori come questo sanno esprimere.

Comments (0)

Tags: ,

Confezioni originali per i doni fai-da-te

Posted on 19 dicembre 2011 by La redazione

Di Ludovica Persichitti

Lucine intermittenti, vetri appannati, aria frizzantina… il Natale è alle porte e che lo si voglia o meno è pronto a palesarsi un pensiero fatto di carta da pacchi e riccioli colorati: i regali!
Un dono è tanto apprezzato quanto più lasci trasparire la cura e l’attenzione dedicate nella ricerca dello stesso: per questo, per il calore e l’aspettativa emozionante che trasmettono, molto spesso si regalano dolci o gustosi prodotti alimentari andando a ripescare le tipicità della tradizione, nelle diverse e originali proposte che il nostro ricco territorio offre. C’è anche chi, amante della cucina o appassionato, si cimenta personalmente nella produzione e realizzazione di genuini dolcetti, panettoni, conserve o profumate marmellate, magari adoperando i frutti del proprio orto.
Ma siccome anche l’occhio vuole la sua parte, è appropriato che ogni dolce regalo abbia una confezione (packaging) che ne rispetti il contenuto, sia dal punto di vista funzionale e quindi che conservi intatto il prodotto e lo renda maneggevole, sia da quello estetico, rispettandone genuinità e fantasia.
Allora perché non cimentarsi nella realizzazione di packaging originali e personalizzati?
Quello che occorre sono colla, forbici e cartoncini rigidi, meglio se riciclati, oltre a tutto ciò di inutilizzato che i cassetti offrono: avanzi di carta da regalo, spago e pezze di stoffe.
Prima di tutto è bene valutare il contenuto del pacchetto: la quantità, il peso e il tipo di alimento. Per esempio, se per il nostro amico amante del cioccolato abbiamo pensato a dolciumi completamente glassati, è bene che siano avvolti con della carta velina prima di richiuderli nella confezione… Non sarebbe piacevole aprire la scatola e scoprirne l’ interno imbrattato di crema, zucchero a velo o cioccolato!
Vogliamo regalare un tris di marmellate o miele vari? Il packaging più adatto non ha tagli né incollaggio sul fondo, bensì un foglio unico piegato, i quali lati sono bloccati in alto nelle asole. Magari ritagliamo anche due mezzelune, così da creare una comoda maniglia per la presa.
Valutiamo bene anche le dimensioni e le quantità di quello che vogliamo regalare; sarà più bello aprire una confezione e trovarne l’interno ordinato e giustamente pieno. Evitiamo pacchetti straripanti o scatole sproporzionatamente grandi in cui il contenuto si possa spostare continuamente da un lato all’altro nel trasporto. Ecco alcuni semplici schemi per realizzare originali packaging come quelli creati da me e che vi mostriamo in foto e in video.

Confezioni originali per i doni fai-da-te

[img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05777.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05779.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05780.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05784.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05788.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05790.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05792.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05793.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05795.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05797.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05798.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05799.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05802.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05805.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05806.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05807.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05809.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05810.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05811.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05812.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05813.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05814.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05815.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05817.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05818.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05819.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05820.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05821.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05823.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05824.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05825.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05826.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05827.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05828.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05829.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05830.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05831.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05833.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05835.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05836.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05837.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05838.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05840.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05841.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05842.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05843.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05847.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05848.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05849.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05850.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05852.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05853.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05854.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05855.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05856.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_dsc05864.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/confezioni-originali-per-i-doni-fai-da-te/thumbs/thumbs_img_3389.jpg"]

Comments (0)

Tags: , ,

Il sesto censimento agricolo in Abruzzo: alcuni dati in breve

Posted on 07 dicembre 2011 by La redazione

Censimento agricolo Abruzzo

E’ stato presentato dall’assessore Mauro Febbo, il 6° Censimento Generale dell’Agricoltura, riferito ad aziende agricole e zootecniche, alla data del 24 ottobre 2010.

Febbo censimento agricolo Abruzzo

“Si tratta – ha detto l’assessore Febbo – di un lavoro importante che ci offre un quadro generale d’insieme sullo stato dell’agricoltura abruzzese che si dimostra vitale e complessivamente in salute, seppur con qualche eccezione. I numeri della nostra agricoltura dicono per esempio che a fronte di un aumento delle grandi aziende del 16,87% in Italia, in Abruzzo siamo arrivati al 60,89%. Nel complesso il numero totale delle aziende diminuisce, ma se nel Paese siamo ad un -32,2%, nella nostra regione il dato è del -13,6%. In Abruzzo abbiamo oltre 67 mila aziende, e questo è sicuramente sinonimo di un settore vitale e che ha voglia di crescere ancora. C’è da sottolineare come poi a fronte di una diminuzione del 29,2% delle donne capoazienda in Italia, in Abruzzo si registri una controtendenza sicuramente significativa con un +6%. Ci sono sempre più donne a capo di imprese agricole, e aumenta in generale anche il titolo di studio di chi decide di investire nel comparto agricolo”. L’assessore Mauro Febbo ha poi sottolineato come si consolidi la caratteristica di avere particolari peculiarità per ogni provincia. “La provincia dell’Aquila consolida il primato per prati e pascoli, quella di Chieti nelle coltivazioni legnose, mentre per i seminativi, il dato migliore arriva dal Teramano. Abbiamo poi – ha detto ancora l’assessore alle Politiche Agricole Mauro Febbo – l’area del Fucino che nell’ambito orticolo ci regala grosse performance e segnali positivi, in controtendenza con il dato negativo nazionale. Da sottolineare anche l’aumento, sempre in controtendenza con il resto del Paese, dell’aumento dei terreni coltivati ad olivo. Qualche problema, ma lo sapevamo, arriva invece dal comparto zootecnico dove si è registrato un -14,2%, rispetto al -8,2% nazionale”. L’assessore Mauro Febbo ha poi aggiunto che si lavorerà in funzione delle nuove linee del Psr (Programma di Sviluppo Rurale) che sarà in vigore fino al 2014.

Il documento con i dati provvisori redatto dalla regione si può scaricare qui

Comments (0)

Tags: ,

Gli orti urbani

Posted on 20 ottobre 2011 by La redazione

La coltivazione dell’ orto, la pratica di prendersi cura di un ritaglio di terreno e ricavarne i frutti, è stato uno dei più spontanei interventi antropici sul territorio e piuttosto comune  anche nella configurazione delle città agli inizi del XX secolo. Contestualmente al boom economico successivo al Secondo Dopoguerra, la coltivazione spontanea di orti in lembi (a volte abusivi) di tessuto urbano, divenne segno di degrado paesaggistico, andando a scontrarsi con la concezione della città progettata e moderna.
Oggi, invece, si sta sviluppando una nuova sensibilità verso questi spazi urbani coltivati, intesi come luoghi di evasione, di recupero di un’ arte del coltivare e motivo di riqualificazione ambientale e sociale.
E’ esemplificativo il fatto che l’ architetto Peter Zumthor per il progetto di allestimento museale della Serpentine Gallery 2011 abbia scelto, in una realtà come Londra, di rielaborare il concetto di orto come spazio di evasione ed estraneazione dalla città, evidenziandone gli elementi sensoriali.
L’ argomento è stato affrontato anche in uno degli incontri di SPARTA- dell’ altra arte, una mostra curata dalla Galleria White Project che coniuga arte contemporanea ed intrattenimento e che, da Luglio a Settembre, ha trasformato la location del Circolo Aternino in Piazza Garibaldi a Pescara in un contenitore artistico, culturale e di confronto vivo e giovane.
All’ interno della sezione “Energia delle idee” quello sugli orti urbani è stato un incontro, moderato dall’ Ing. Eleonora Sablone, specialista in eco sostenibilità, e dal sociologo Simone D’ Alessandro, per riportare il panorama contemporaneo e le esperienze locali nelle varie sfumature, confrontandole con il caso olandese di Urbaniahoeve. In Olanda gli orti urbani sono pensati come luogo di aggregazione sociale e di sostentamento per le famiglie con più difficoltà; inoltre la fondazione Urbaniahoeve si occupa della pianificazione degli spazi verdi nel tessuto urbano secondo i principi della Permacultura, cioè nell’ idea che applicando strategie ecologiche si possa ripristinare l’ equilibrio degli ecosistemi.
Inserire gli orti in città può rappresentare anche l’ opportunità per recuperare specie in via di estinzione e coltivare prodotti di uso comune con metodologie scientifiche. Questo, il progetto, denominato “Orti Urbani”, di Italia Nostra, l’ associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico. Si rivolge, in accordo con l’ ANCI, “a tutti coloro, privati o pubblici, i quali, possedendo aree verdi, vogliano destinarle all’ arte del coltivare nel rispetto della memoria storica dei luoghi” e disponendo delle linee guida elaborate dalla Facoltà di Agraria dell’ Università di Perugia. Oltre ad applicazioni in diverse città italiane, nella nostra realtà,  la sezione di Chieti rappresentata dal Presidente Arch. Giancarla Armidi, ha intenzione di occuparsi degli spazi verdi nei conventi. L’ intento è quello di preservarne gli orti con la collaborazione delle Scuole Agrarie e di Federfarma, e di voler creare delle isole di educazione ambientale, valorizzando le tipicità e coinvolgendo l’ Istituto Alberghiero di Villa S. Maria, con l’ interesse di Slow Food.
Riflettendo poi sull’ aspetto sociologico degli orti urbani come strumento terapeutico, pedagogico e di inclusione sociale, si può fortunatamente fare l’ esempio degli Orti d’ Oro a Pescara. Nati nel quartiere S. Donato da un’ iniziativa di Antonella Allegrino su un’ area di sua proprietà, è uno dei progetti della Onlus Domenico Allegrino che in questo caso si prefigge di coinvolgere persone pensionate in attività occupazionali ed incentivarne la socializzazione. Quaranta orti di 75 mq ciascuno, dotati di impianto d’ irrigazione, si susseguono delimitati da siepi nel rispetto della fiducia reciproca. Vengono affidati a pensionati senza proprietà né possesso di terreni secondo una lista d’ attesa rinnovata annualmente. Oltre a beneficiare ciascuno del proprio raccolto, non mancano momenti di convivialità, come “la castagnata” e l’ apertura del presepe, organizzati nel pagliaio, costruito secondo la tecnica e la tipologia tradizionali.
Lo spazio all’ ingresso ospita un elemento modulare di orto urbano in legno, progettato e realizzato da alcuni studenti del corso di Progettazione Architettonica 3 seguiti dall’ Arch. Alberto Ulisse, della facoltà di Architettura dell’ Ud’A. Questo lavoro sugli spazi pubblici e gli orti urbani, intesi come attrezzature per lo spazio collettivo, è stato poi sviluppato da Alberto Ulisse (UNOAUNO_spazioArchitettura) insieme agli studenti e proposto al concorso “immaginare il Giardino” in occasione dell’ exposudGARDEN 2011 e risultato primo classificato. E’ vincente, ed effettivamente realizzata nello scenario del Vulcano Buono di Nola, l’ idea di una stanza urbana coltivata, composta di moduli semplici in legno in cui si susseguono ed incastrano sedute, setti, semenzai e fioriere: l’ orto urbano non solo come terreno produttivo, ma inteso anche come attrezzatura per lo spazio da progettare.

Orti Urbani

Approfondimento sugli orti urbani da parte della nostra collaboratrice Ludovica Persichitti

[img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_11-07-zumthor-pavilion-011a.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05163.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05164.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05165.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05166.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05167.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05168.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05169.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05170.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05171.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05172.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05173.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05174.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05175.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05176.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05178.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05180.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05181.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05183.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05663.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05664.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05665.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05666.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05667.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05668.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05669.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05670.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05671.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05672.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05673.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05674.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05675.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05676.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05677.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05678.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05679.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05680.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05681.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05682.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05683.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05684.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05685.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05686.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05687.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05688.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05689.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05690.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05691.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05692.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05693.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05694.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05695.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05696.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05697.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05698.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05699.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05700.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05701.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_DSC05702.JPG"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_UNOAUNO_spazioArchitettura---Lab-Prog-Arch-3---Ulisse.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_UNOAUNO_spazioArchitettura---Urban-Garden-01.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_UNOAUNO_spazioArchitettura---Urban-Garden-02.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_incontro_orti_20ago_.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_peter_zumthor_serpentine_gallery_pavilion_01.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_peter_zumthor_serpentine_pavilion_02.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_zumthor-serpentine-pavilion-11.jpg"][img alt="" src="http://www.ccomemagazine.it/wp-content/flagallery/orti-urbani/thumbs/thumbs_zumthor-serpentine-pavilion-61.jpg"]

Comments (0)

La giornata mondiale dell’alimentazione

Posted on 16 ottobre 2011 by La redazione

di Monica Andreucci

Probabilmente non tutti pensano che, cibandoci, influenziamo quotidianamente non solo il nostro corpo ma anche l’agricoltura, il territorio e il paesaggio in cui viviamo. L’occasione per rifletterci su viene dalla Giornata Mondiale dell’Alimentazione, in corso oggi domenica 16 ottobre in tutto il pianeta. Le associazioni di settore italiane hanno invitato i cittadini a visitare alcune aziende agricole, là dove possibile quelle della rete ‘Fattorie Didattiche’ e ‘Fattorie Aperte’. Si tratta di una grande opportunità per la conoscenza del nostro straordinario mondo rurale, del patrimonio agroalimentare e momento di riflessione sul valore del cibo attraverso la testimonianza diretta degli operatori.
Spingere un carrello della spesa e cucinare non è come sporcarsi le mani con le piante o mettersi alla guida di un trattore per coltivare la campagna, eppure le scelte alimentari ricadono direttamente sull’operato dell’agricoltore. Al punto che diventa chiaro il concetto di Wendell Berry, intellettuale/contadino americano per cui “Mangiare è un atto agricolo”.
Se ciò non bastasse, è di stretta attualità il risvolto geoeconomico e politico, visto che le fluttuazioni dei prezzi al consumo (oggi decisamente tendenti al rialzo) rappresentano la maggiore minaccia alla sicurezza alimentare nei paesi in via di sviluppo. I più colpiti sono i più deboli: secondo la Banca Mondiale, nel biennio 2010-2011 l’aumento dei costi degli alimenti ha spinto quasi 70 milioni di persone nella povertà estrema. Tema dell’edizione 2011, come di consueto connotazione del problema della fame nel mondo, è stato “Prezzi degli alimenti – dalla crisi alla stabilità”, scelto proprio per attirare l’attenzione su questa tendenza e sulle possibili azioni da intraprendere.
Intorno al cibo ruota un universo ancora tutto da scoprire: oltre agli enormi interessi legati alla pubblicità ed alla grande distribuzione -i cui obiettivi non sono troppo legati alla salute del consumatore- ed alla informazione corretta più condivisa possibile, c’è l’ovvia preoccupazione sui parametri sanitari, la necessità di conoscere le varie ‘filiere’ dalla produzione alla commercializzazione, il biologico, il tipico, le tecniche di coltivazione, l’educazione alimentare, l’enogastronomia di eccellenza… e la ‘monnezza’. “Con il cibo che gli Italiani scartano si potrebbero sfamare circa 44.5 milioni di persone – rivela il Preside della Facoltà di Agraria di Cesena- Nella spazzatura finiscono circa 37 miliardi di E, il 3% del Prodotto Interno Lordo; e nel 2009 il 3,5% della produzione agricola è rimasto nei campi!” Da queste premesse è nato il progetto ‘Last Minute Market’, firmato dallo stesso prof. Andrea Segrè: “Dati allarmanti se pensati allargati a tutto il mondo, per cui la Terra potrebbe nutrire, solo mettendo mano in pattumiera, 3 miliardi di persone -dice- e recuperandolo, quindi prevenendo la formazione di rifiuti, si risparmierebbe nello smaltimento. E mettiamoci anche il 10% di gas-serra emessi per produrre quel cibo!”
La celebrazione della ‘Giornata’ all’aria aperta delle aziende, oltre a suggerire una domenica davvero diversa, permetterà di capire perchè il buon Pellegrino Artusi raccomandava di usare, in cucina, cose “Buone, Locali e di Stagione” per ottenere i risultati migliori. E’ infatti emozione impagabile, esperienza fortemente educativa anche per i giovanissimi (soprattutto se fatta insieme ai loro genitori) raccogliere con le proprie mani quella frutta o verdura che poi si porterà in tavola. Garanzia assoluta di freschezza, contenendo inoltre l’impatto ambientale legato ai lunghi trasporti, valorizzando le produzioni nostrane, sostenendo la biodiversità e le tradizioni rurali, aiutando il corpo a mantenersi in salute ed abituando il gusto a sapori non più appiattiti o uguali dappertutto.

Comments (0)

Tags: , , ,

Vendemmia 2011: non è vero che l’Abruzzo è in ritardo

Posted on 12 settembre 2011 by La direttora

C’è fretta di riparare alle voci che pongono l’Abruzzo tra le regioni più ritardatarie d’Italia per la raccolta dell’uva: noi, la vendemmia, l’abbiamo già cominciata subito dopo Ferragosto. Le prime anticipazioni sulla vendemmia 2011 sono state diffuse in una conferenza stampa convocata stamane dall’assessorato regionale all’agricoltura Mauro Febbo, Tonino Verna e Nicola Dragani, rispettivamente presidente del Consorzio di tutela dei vini d’Abruzzo e presidente dell’associazione assoenologi Abruzzo e Molise. I primi dati sono stati calcolati in base alla produzione dei bianchi. Hanno spiegato che c’è stato un calo di produzione del 10/15 % di cui beneficeranno in qualità uve Doc, Igt e Docg, quali Passerina, Pecorino, Trebbiano e Malvasia, a discapito, in peso, delle meno remunerative “uve da vino”.
Nicola Dragani in particolare ha spiegato che, con un inizio estate così piovoso, al 10 di agosto aveva previsto lui stesso, in una relazione destinata alla stampa nazionale, un probabile ritardo nella vendemmia in Abruzzo: l’imprevedibile andamento del clima che ci ha sorpreso con un agosto caldissimo, ha fatto sì che invece si vendemmiasse in anticipo, ossia già alla fine di agosto, con Chardonnay, Pinot grigio e uve precoci quali il Pecorino. Un punto a favore, quindi, quest’anno, per il sistema tradizionale della pergola abruzzese, che è stata messa in discussione qualche anno fa a favore della coltivazione ad albero: solo la pergola ha potuto difendere bene i grappoli dal sole.
Come sappiamo, il gioco nella vendemmia lo conduce il livello del ph nelle uve, che sancisce l’acidità e quindi la freschezza del vino: una volta azzeccati i tempi di raccolta, in questo caso anticipata, la responsabilità passa in cantina, dove bisognerà monitorare le fermentazioni. L’auspicio, in conclusione, è che si punti sempre di più sulle differenziazioni delle uve, pensando già alle nuove Doc Abruzzo.
Per conoscere i risultati della vendemmia del Montepulciano d’Abruzzo si dovrà aspettare invece almeno un paio di settimane.

Comments (0)

Tags: ,

Escherichia Coli, basta con la psicosi!

Posted on 20 giugno 2011 by La direttora

Anche l’Abruzzo soffre, come tutte le ingiustizie fanno soffrire, della psicosi collettiva da Escherichia Coli partita dalla Germania e diffusasi nel resto dell’Europa. Servirà l’intervento di Mauro Febbo, assessore regionale all’agricoltura, nel garantire che tutti i prodotti abruzzesi sono prodotti nel pieno rispetto dell’igiene e della sicurezza alimentare? Serviranno le iniziative anti-paranoia che si stanno organizzando nei posti più disparati, dalle grigliate alle manifestazioni nel Fucino? Noi ci auguriamo di sì e non smetteremo di rifornirci al mercato contadino o dagi abituali produttori. Anche perchè giusto giusto oggi arriva la Lav a ricordarci, con una nota stampa, che l’origine di questo batterio è da ricondurre principalmente a prodotti di origine animale.
«Il ceppo patogeno di Escherichia coli, cosiddetto enteroemorragico, che sta mietendo vittime in Germania e destando allarme in Europa, alberga nell’intestino degli animali e contamina le carni attraverso le feci – afferma Roberta Bartocci, biologa della LAV – Non a caso negli Stati Uniti, dove vengono contagiate ogni anno circa 73.400 persone e ne muoiono 60, viene chiamata “hamburger disease” (CDC, Centres for Desease Control and Prevention)».
I vegetali possono essere contaminati attraverso la concimazione animale o con manipolazioni igienicamente scorrette, ma la fonte primaria sono le carni poco cotte (soprattutto di manzo), e anche latte crudo. Il sistema intensivo d’allevamento, dove gli animali sono trattati come in una catena di montaggio, in cui la logica è la quantità a scapito della qualità, può influenzare anche l’igiene degli alimenti e contribuire a creare situazioni di emergenza come quella attuale in Germania, così come altre (salmonella, stafilococco, etc).
Quindi, basta con la psicosi e lasciate che il mercato ortofrutticolo abruzzese riprenda a respirare, come merita!

Comments (0)

Tags: , , , ,

Maddalena Mazzaufo “Cuoca eccellente”

Posted on 17 giugno 2011 by La redazione


di Eleonora Mancinelli
L’ unione Cuochi Abruzzesi (U.C.A.) sotto l’egida della Federazione Italiana Cuochi (F.I.C) e in comunione con Lady Chef ha proposto giovedì 9 giugno presso l’Istituto professionale di stato per i servizi enogastronomici, dell’ospitalità
alberghiera e commerciali “Venanzo Crocetti” di Giulianova il convegno “Le professioniste della cucina abruzzese”.
Il senso del convegno è stato promuovere e sensibilizzare la figura dello Chef donna e sfatare il mito dello chef al maschile per definizione. «Cinquant’anni fa era quasi scontato che fosse la donna a cucinare – ha affermato, nel ricevere il premio “Cuoca eccellente”, Maddalena Mazzaufo, da decenni alla guida della cucina del
ristorante Beccaceci di Giulianova – la “stranezza” avviene quasi oggi, con la predominanza della figura maschile. Ma l’importante è che si lavori bene insieme e che si condivida la stessa passione, senza paura del sacrificio».
Il convegno è stato aperto dal presidente dell’URCA, Andrea Di Felice, che si è speso in considerazioni sulla figura della cuoca professionista e sull’esigenza, di tutte le forme di associazionismo sul territorio di fare sistema e squadra, di crescere insieme e di definire un prodotto da intendersi come costanza della qualità. «Il lavoro costringe all’eccellenza della manualità e alla convergenza di tradizione ed innovazione», hanno osservato le dirigenti scolastici dell’istituto alberghiero “Crocetti” di Giulianova e del “Di Poppa” di Teramo, Leonilde Maloni e Silvia Manetta.
A raccontare le loro testimonianze nel lavoro dello chef donna sono state Gabriella Bugari, presidente del sodalizio Lady Chef della Fic, nato quindici anni fa «non per dichiarare guerra agli uomini ma per valorizzare la figura dello chef donna e per superare le difficoltà di legittimazione ed affermazione delle cuoche professioniste attraverso un processo di capillarizzazione sul territorio e attraverso l’adesione ad un regolamento basato sulla solidarietà e sul rispetto
della tradizione»; Ergene Mezzazappa, de “Il ritrovo di Pan” di Pescara, giovane lady chef che ha raccontato di come abbia cercato di superare la dicotomia tra lady Chef e Chef appellandosi alla semplicità («Non si è mai Chef: chiamateci cuochi»); e infine Adriana Ferretti, cuoca di Sant’Egidio alla Vibrata, reduce da un primo premio in un campionato francese di pizza: «Questo non è lavoro, è una missione: la ricetta fondamentale sono la passione, la scelta del prodotto e la cura e l’amorevolezza della donna nella preparazione».
Il convegno si è concluso con l’impegno, da parte della FIC e Lady Chef di lavorare in sintonia con gli istituti alberghieri di Giulianova e di Teramo, con la collaborazione di Maddalena Mazzaufo, per la codificazione del brodetto alla Giuliese, a partire dal prossimo settembre.

Comments (0)

Tags: , ,

La pasta d’Abruzzo valutata dagli scienziati gastronomi di Parma

Posted on 15 novembre 2010 by La redazione

Si è concluso in Abruzzo il viaggio del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Gastronomiche dell’Università di Parma iniziato mercoledì 10 novembre con tappa nelle Marche per assaporare la pasta al farro della Cooperativa Prometeo a Canavaccio (Pu) e gli Spinosini preparati da Vincenzo Spinosi a Campofilone (Fm). Due le eccellenze abruzzesi il pastificio Verrigni di Roseto degli Abruzzi (Pe) e Rustichella d’Abruzzo di Moscufo (Te) hanno arricchito il viaggio dei venti studenti “Alla scoperta della strada della pasta dell’Adriatico” guidati dalle docenti Elena Vittadini, Nicoletta Pellegrini e Marzia Morganti Tempestini. È stato con soddisfazione raggiunto l’obiettivo di conoscere professionalità con formazioni diverse nel panorama della pasta artigianale italiana e poter osservare direttamente le varie realtà produttive. Alle visite aziendali ha sempre fatto seguito una degustazione tecnica per apprezzare al meglio le peculiarità intrinseche di ogni formato. Gli studenti sono stati prima ospitati dall’Antico pastificio rosetano Verrigni attivo dal 1898 dove hanno avuto modo di “toccare con mano” una realtà unica, infatti il pastificio si è distinto in tutto il mondo grazie a Sua Pastità, l’unica pasta trafilata all’oro. “L’entusiasmo e la passione di famiglia hanno guidato in questi anni le scelte aziendali”, come afferma Francesca Verrigni, “facendoci conoscere nel panorama delle paste italiane”. L’incontro particolarmente stimolante è stata una ricca occasione di scambio tra le idee e le esperienze dell’azienda Verrigni guidata da Francesca e Gaetano Verrigni e dal professore Leonardo Seghetti e la conoscenza multidisciplinare degli studenti che hanno potuto apprezzare il perfetto connubio tra tecnologia e artigianato mettendo in risalto le spiccate caratteristiche organolettiche del prodotto. Ultimo approccio con il mondo della pasta è stato offerto da Rustichella d’Abruzzo un’azienda che ha fatto della sua forza principale la tradizionalità e la ricerca della qualità delle materie prime utilizzate. Dalla perfetta unione tra acqua di sorgente, le migliori semole e il lento essiccamento a basse temperature, nasce la pasta Rustichella d’Abruzzo dalle originali qualità organolettiche. Queste caratteristiche hanno permesso all’azienda di affermarsi nel mercato estero esportando e facendo conoscere l’alta qualità del made in Italy soprattutto in America ed Australia. “Circa l’80% del nostro prodotto trova collocazione nei negozi gourmet esteri” come afferma Andrea Cardinali dell’azienda che ha inoltre espresso il suo entusiasmo nell’essere tappa di questo viaggio alla scoperta della pasta. L’incontro è stato inoltre occasione per far conoscere la figura del nuovo laureato in Scienze Gastronomiche, le competenze e gli ipotetici ruoli che potrebbe assumere all’interno dell’azienda.

via: http://www.abruzzonelmondo.net/html/news-enogastronomiche/la-pasta-dabruzzo-valutata-dagli-scienzati-gastronomi-di-parma.html

Comments (0)

Advertise Here
Advertise Here

La newsletter di C come magazine

Iscriviti per essere sempre informato sul mondo eno-gastronomico in Abruzzo.
* = campo richiesto!

powered by MailChimp!