Eventi e manifestazioni

Il programma di Naturale 2016, il Salone del vino artigianale

Ecco il dettaglio delle degustazioni e dei seminari della quinta edizione di “Naturale“, il Salone del Vino Artigianale che si tiene a Palazzo Santucci a Navelli (Aq) sabato 7, domenica 8 e lunedì 9 maggio 2016. L’evento prenderà forma con orari diversi durante le tre giornate: il sabato dalle ore 14 alle 20, la domenica dalle ore 12 alle 20 e il lunedì dalle ore 10 alle 16. La giornata del lunedì è rivolta principalmente alla presenza degli operatori del settore, che potranno usufruire dell’ingresso gratuito per tutta la durata della manifestazione. Naturale è un evento organizzato dall’associazione culturale aquilana DinamicheBio nelle persone di Paolo Quaglia, Luca Paolo Virgilio e Benedetta Mastri, con il Patrocinio del Comune di Navelli.
Le prenotazioni alle degustazioni e ai seminari possono essere fatte qui.

Sabato 7 maggio ore 15:00
La Riscoperta del Montonico – con Leonardo Seghetti.
Il vitigno Montonico ha origini antichissime, localizzate prevalentemente nei Comuni teramani di Bisenti e Cermignano (Poggio delle Rose), alle pendici del massiccio del Gran Sasso. La coltivazione interessava tutti i territori citati, tanto che negli anni trenta del Novecento la produzione superava i trentamila quintali. Essendo un vitigno a duplice attitudine, per buona parte veniva esportato come uva da mensa, anche in virtù della sua maturazione tardiva. L’uva non idonea alla esportazione veniva vinificata e una parte veniva utilizzata per la produzione del vino cotto. Successivamente il vitigno si è espanso in tutti i territori abruzzesi e del Piceno grazie alla sua generosità produttiva, in particolare maritato con specie arboree. Dopo la raccolta, in tutte le case una piccola parte dell’uva veniva appesa a delle pertiche in locali ventilati e fatta appassire per essere consumata nel periodo natalizio. La sua produzione aumentò per via della grande produttività per ceppo; negli anni Settanta è stato spiantato per far posto a vitigni meno generosi, considerati di maggiore qualità sia enoica che da mensa. Dopo un periodo buio, che ha visto sempre più ridurre la superficie coltivata, ridotta a pochi ettari, in questi ultimi anni il Montonico sta vivendo nuova luce e la sua riscoperta appare di grande interesse, tanto che oggi si contano una cinquantina di ettari coltivati, con progetti di quadruplicare tale superficie in pochi anni. La produzione dell’uva oggi è rivolta solo alla vinificazione di vini fermi e spumanti che si sono dimostrati interessanti in questi ultimi anni. Nel territorio di origine il lavoro di salvaguardia del vitigno, ad opera di “Grandi Vecchi” che si inventarono il “Revival dell’uva e del vino Montonico” (che ha superato i quarant’anni), a dato i suoi frutti: giovani imprenditori hanno piantato il vitigno e lo vinificano sia per produrre vini fermi che spumanti prodotti con il metodo classico. Nel seminario vengono presentate le caratteristiche del vitigno, dei vini e spumanti prodotti, ripercorrendo una storia che tra verità e leggenda si può definire millenaria.
Contributo d’ingresso: 10 euro

Sabato 7 maggio ore 17:30
Sapore, Stoffa e Senso del Luogo – con Sandro Sangiorgi.
Questa degustazione va alla ricerca del senso vero di un luogo: l’impronta del luogo si manifesta attraverso la stoffa del sapore, nella combinazione tra gli estratti, la salinità e l’abbraccio complessivo del liquido sulla lingua. Senza la libertà espressiva della fisicità non esistono bellezza e piacere, il profilo tattile del vino dipende dalla forza che la terra riesce a imprimere al succo. Potremo confrontare otto campioni di due aziende diverse, quattro per ciascuna, che avranno in comune rispettivamente il vitigno, l’annata, la tecnica di vinificazione e di maturazione; a cambiare, per ogni campione, è l’appezzamento dove poggia il vigneto, a conduzione interamente naturale. Si tratta di due varietà italiane, una del Centro e una del Nord.
Contributo d’ingresso: 25 euro

Domenica 8 maggio ore 13:00
Rosati, il patrimonio della leggiadria – con Sandro Sangiorgi.
Il Cerasuolo è l’essenza aerea del Montepulciano. La vinificazione in rosato ne eleva i caratteri garbati e sempre “colorati”, vigorosi del vitigno abruzzese: basta un attimo e il succo si tinge. La viticoltura primigenia che racchiude il rosato ci spinge a indagare su una tipologia caratterizzata da alterne fortune, sovente sottostimata, considerata ibrida o, al contrario, esaltata in modo posticcio per il colore suadente e ridotta a oggetto di confezioni e artifizi grafici. Alcuni vitigni portano in dote un patrimonio innato per la produzione di rosati aggraziati ed evocativi, sorretti da peculiarità quali la partecipazione e la leggiadria. Ma c’è anche veracità mediterranea, purché si rispetti il confine tra il vitigno e il luogo. Il confronto è sulla bellezza di quattro vini abruzzesi e di quattro originati nel resto della Penisola.
Contributo d’ingresso: 25 euro

Domenica 8 maggio ore 15:30
“Cristallizzazione sensibile: Cosa succede nel vino?”
Degustazione “visiva” su diverse tipologie produttive – con Michele Lorenzetti.
Si legge spesso su giornali e riviste che non è possibile misurare “scientificamente” la reale efficacia del metodo biodinamico. Può venirci in soccorso la cristallizzazione sensibile, detta anche cristallizzazione del cloruro di rame, un metodo di analisi sensibile che nasce da un’idea di Rudolf Steiner. Steiner, preoccupato della perdita di forze nutrizionali nelle sostanze alimentari dovuta all’introduzione di massa dei concimi minerali, chiese al suo braccio destro e collaboratore scientifico più vicino, Ehrenfried Pfeiffer, di trovare “quel sale sensibile” che potesse mostrare i contenuti qualitativi di un alimento. Pfeiffer trovò nella soluzione di cloruro di rame al 10% la risposta al quesito del suo maestro. Il cloruro di rame mostrava delle capacità particolarmente adatte al fine di rilevare le “qualità” delle sostanze alimentari. Questo sale, che da un punto di vista biochimico non interagisce mai con la sostanza in esame, si dispone in un tempo breve a formare un cristallo che è diretta conseguenza dei “contenuti” della sostanza, la cui immagine sarà poi l’oggetto dell’osservazione e quindi dell’interpretazione.
In un alimento sano, naturale, “biodinamico”, i contenuti organici ed inorganici dei prodotti agricoli in generale sono maggiori. Un alimento povero, un vino frutto di coltivazione convenzionale oltre a trattamenti di inoculo fermentativo, chiarifica, stabilizzazione, refrigerazione e filtrazione, non daranno mai un cristallo pieno e complesso dove il sale sensibile si dispone di conseguenza. Durante il seminario assaggeremo diverse tipologie di vino, confrontandoci su quel che avviene prima, durante e dopo la conversione a pratiche agricole più sane, con l’ausilio della cristallizzazione sensibile.
Contributo d’ingresso: 25 euro

Domenica 8 maggio ore 18:00
Unico accesso, molteplici uscite. La Malvasia – con Emanuele Giannone.
Moni emvasis, l’unico accesso. E da qui Monemvasia, città fortificata e porto della Laconia, oggi una stratificazione vivente di lasciti bizantini, veneziani e ottomani. Da Monemvasia partivano per la Serenissima i vini dolci del Mediterraneo Orientale, che da qui presero il nome – insieme agli enopoli veneziani – di Malvasie.
Non vi è certezza circa le varietà realmente usate per i vini di allora, ma è probabile che quelle oggi diffuse e note come malvasia non vi entrassero: è altresì certo che del brand di successo si sia astutamente abusato per nobilitare vini di origine e fattura diversa da quelle delle migliori – quelli di Candia, ovvero Iraklìo, città di Creta. Da qui viene la polisemia della Malvasia, che in una giocosa conversazione – degustazione, come con il caleidoscopio, si prova a circoscrivere, riassumere, conoscere in questo seminario.
Contributo d’ingresso: 25 euro.

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