In una serata piovosa di fine luglio il “vinosofo” Franco D’Eusanio ha organizzato nella sua Cantina Chiusagrande di Nocciano una presentazione in grandissimo stile per la sua ultima follia dolceamara: un cd di musica jazz in cui il sestetto del pianista Tony Pancella si è ispirato a nove vini della Cantina per dare vita ad altrettanti brani inediti, che portano i loro nomi, magari da ascoltare mentre li si sorseggia. Nasce così il cd “DiWine Jazz, vinosophy collection”, un vero e proprio sodalizio di intenti tra vini, parole e musica, grazie alla voce di Gio Gio Rapattoni, ai testi di Simone D’Alessandro e all’arte del pianista Pancella unita a quella dei compositori ed esecutori Tino Tracanna (sax soprano e tenore), Claudio Corvini (tromba), Roberto Schiano (trombone), Aldo Vigorito (contrabbasso) e Pietro Iodice (batteria).
Un’iniziativa che forse non è stata (purtroppo) percepita nel modo giusto dai circa trecento presenti alla serata magica. Un vero peccato. Pochi di loro si sono veramente chiesti come trasformare in musica l’assaggio di un Perla Nera, definito dalla stessa Cantina “passione e tormento”, un tormento per una donna che non potrà essere per sempre… O hanno provato ad immaginare la sequenza di note che meritino di accompagnare il Tommolo, da attrazione fatale. Il sestetto di Tony Pancella lo ha fatto e ce lo ha dimostrato durante la degustazione presentandoci i nove brani, introdotti di volta in volta da Adua Villa e lo stesso Franco D’Eusanio. Tutto è raccolto in questo cd che è in vendita nei negozi di dischi del circuito jazz e che è destinato a viaggiare in tournée a Roma, Milano, New York, Londra e Tokyo.
I nove vini sono stati accompagnati dalle delizie di Mirco D’Amico, giovane e promettente chef pescarese. Il Vinofollia, “ammiccante e sorprendente”, è stato accompagnato da tartare di tonno fresco con pomodoro e basilico; il Natura bianca, “una forza libera da condizionamenti”, da un bicchierino con insalatina di mare e maggiorana; il Vinosophia, “brioso e saggiamente radicato nel suo territorio”, da crêpe arrotolate con alici, rucola e maionese. Il Perla bianca, l’amore assoluto, “eternità vellutata di nostalgia; sogno paradisiaco del legame che hai sempre cercato; devota complessità che merita la tua fedeltà” (il mio preferito, se non si fosse capito), è stato accompagnato da uno spiedino di ricciola su rametto di alloro, mentre l’Id, vino dedicato all’ambiguità, è stato accompagnato da una ricottina infornata all’arancia con carpaccio di anguria. Un gusto più singolare dell’altro. Un’insalata di mezze maniche fredde al ragù di mare hanno fatto da spalla al Tommolo, il vino della seduzione e della scoperta, mentre l’involtino di tacchinella ai pinoli e spuma di pesto ha valorizzato l’equilibrio e l’armonia del Roccosecco. Filetto di maiale intaccato alle prugne con salsa porto per l’irriverenza del Ciferette e una dadolata di manzo alla rucola e salsa cacciatora bianca per il Perla nera, il vino preferito da Franco D’Eusanio. Un trionfo di poesia e di sapori che sfiora il voluttuoso e merita di essere riproposto in un contesto che lo possa davvero apprezzare. (C.M)
Chiusa Grande
Ambizioso e originale progetto di valorizzazione multisensoriale del vino denominato “DiWine Jazz, Vinosophy Collection” concepito da Franco D’Eusanio, agronomo, bio-innovatore e “vinosofo” la cui tenuta, l’Azienda Agricola Chiusa Grande (www.chiusagrande.com), è una delle realtà vitivinicole tra le più certificate in Europa nel campo dell’agricoltura biologica.








