Posted on 23 novembre 2011 by La redazione

Da un’idea degli assessori provinciali allo Sviluppo territoriale Angelo D’Ottavio e Attivita’ produttive Aurelio Cilli, la giunta presieduta da Testa ha dato il via libera alla realizzazione del progetto che prevede la costruzione del paniere dei prodotti tipici della Provincia di Pescara con l’obiettivo di riunirli in “luoghi materiali e immateriali”, il tutto grazie alla compartecipazione della Regione Abruzzo. “Il programma – spiega D’Ottavio – e’ composto da 4 progetti: il primo, gia’ avviato, consiste in un’azione di marketing e promozione iniziale, il secondo nella realizzazione di una piattaforma per e-commerce, il terzo punta alla realizzazione di un luogo fisico all’interno del Museo delle Genti d’Abruzzo e il quarto progetto si pone l’obiettivo di replicare il Museo dei Gusti nei Comuni della provincia che vorranno condividere questa strategia”. “Si tratta di un programma complesso e articolato – aggiunge il presidente della Provincia Guerino Testa – che nasce dall’ascolto delle associazioni di categoria e dei produttori di olio e di vino e che funzionera’ solo se tutti faranno la propria parte e, proprio per questa ragione, sara’ costituito un board di progetto (aperto e flessibile) che avra’ il compito di perfezionare il programma approvato dalla giunta provinciale arricchendolo di proposte”. In questa fase la squadra sara’ cosi’ composta: un rappresentante della Provincia di Pescara; un rappresentante della Regione Abruzzo; un rappresentante della Fondazione Museo Genti d’Abruzzo; un rappresentante del Gal Terre Pescaresi; un rappresentante dell’Ais (Associazione italiana sommeliers); un rappresentante di Slow Food; un rappresentante del Mtv (Movimento turismo del vino); un rappresentante di Res-tipica; un rappresentante della Dop Aprutino Pescarese. “E’ un punto di partenza – prosegue Cilli – per far conoscere il territorio e fare rete”. “Anche su questo programma la Regione Abruzzo e’ alleata con la Provincia e si mette a disposizione del sistema produttivo e dell’intero territorio – dichiara il vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione – . In questo programma c’e’ la dimostrazione concreta della presenza della cosiddetta ‘filiera di governo’.
Posted on 29 luglio 2010 by La redazione
Pescara, 28 luglio 2010 – Stamattina è stato ufficialmente consegnato alla Provincia di Pescara il progetto del Distretto rurale “Terre vestine. Dalle Saline al Gran Sasso”. La palla ora passa al presidente Guerino Testa e all’assessore provinciale all’agricoltura Angelo D’Ottavio, che secondo prassi dovranno sottoporlo alla Regione. La Regione rimarrà rigida sulla volontà, già espressa, di costituire i distretti in base ai confini provinciali?

Alla conferenza stampa era presente una delegazione dei quindici sindaci che hanno aderito al Distretto con tanto di delibera comunale, dieci del Pescarese e cinque del Teramano. I rappresentanti di Elice, Penne, Città Sant’Angelo, Villa Celiera, Farindola e Montebello di Bertona hanno parlato anche per i colleghi di Civitella Casanova, Collecorvino, Loreto Aprutino, Picciano, Arsita, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti e Montefino e hanno ribadito la loro fiducia nel progetto. Frutto di un percorso di 6 mesi di lavoro e di forum portati avanti dallo scorso marzo tra Città Sant’Angelo e Picciano, il Distretto rurale è un progetto che «parte dal basso», come spiegato da Fernando Fabbiani, suo coordinatore e vicesindaco del comune capofila Città Sant’Angelo. «Si tratta di un territorio da sempre abituato ad interagire – è la voce che si alza tra tutti i promotori – ridurlo a confini provinciali ne limiterebbe fortemente le potenzialità». Il Distretto individuato dal Comitato promotore rispetta tutti gli elementi descrittivi necessari: la legge 228/01 e la L.R. 18/05 definisce infatti i Distretti Rurali come “aree con un’identità storica e territoriale omogenea e dalla produzione di beni e servizi di particolare specificità coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali”. Angelo D’Ottavio ha ricordato che anche la divisione per province non snaturerebbe la natura del Distretto, e ha ammonito contro il rischio di andarsi a sovrapporre con le attività di altre realtà già esistenti atte alla promozione del territorio. Dal canto loro i quindici sindaci, che sinora hanno autofinanziato questa analisi e questa proposta, sono disposti a unirsi in associazione autonoma. (c.m.)